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IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B
Deuteronomio 18,15-20 1Corinzi 7,32-35 Marco 1,21-28
Abbiamo iniziato questo tempo
ordinario dell’anno liturgico con la chiamata dei primi
discepoli a seguire Gesù e in queste domeniche ci viene
come svelata la sua persona che tutti siamo chiamati a
seguire.
In questa quarta domenica Gesù
viene a noi nell’episodio del vangelo narrato da Marco
mettendosi sulla scia, sul solco degli antichi profeti,
cioè di coloro che parlano a nome di Dio e di cui la
prima lettura ci dà uno spaccato, è infatti il capitolo
del libro del Deuteronomio riguardante proprio i
profeti.
Il Signore mi rispose:
Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro
fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà
loro quanto io gli comanderò. (Dt 18,17-18) E’
con questo “fondale” che riusciamo a comprendere meglio
il volto di Gesù maestro dipinto per così dire
dall’evangelista Marco.
Notiamo subito che c’è però una
differenza sostanziale tra i profeti dell’antico
testamento e Gesù, infatti mentre essi parlarono a nome
di Dio, Gesù è la stessa Parola di Dio. Alcuni passi del
nuovo testamento ci illuminano su questo:
Dio, che molte volte e in
diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri
per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha
parlato a noi per mezzo del Figlio…(Ebr 1,1-2)
…perché le parole che hai
dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e
sanno veramente che sono uscito da Te e hanno creduto
che Tu mi hai mandato…(Gv 17,8)
Io non ho parlato da me
stesso, ma il Padre che mi ha mandato mi ha ordinato Lui
di cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo
comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico,
le dico così come il Padre le ha dette a me. (Gv
12,49-50)
Gesù parla dunque con una forza e
un’efficacia uniche com’è scritto ancora nella lettera
agli Ebrei al cap 4,12:,
La parola di Dio è viva ed
efficace……ed è la stessa persona di Gesù.
E’ scritto ancora nel vangelo di
Giovanni: Mai un uomo ha parlato così
(Gv7,46) e nel vangelo di Luca:
..tutto il popolo pendeva
dalle sue labbra nell’ascoltarlo. (Lc 19,48)
E’ detto che Gesù possiede un
insegnamento nuovo perché c’è un cambio di qualità
rispetto all’insegnamento del tempo, proprio degli
scribi,cioè degli esperti della legge che pretendevano
un’autorità derivata solo dal loro sapere. Quello di
Gesù è invece un insegnamento efficace, una parola che
diventa fatto concreto come la parola pronunciata da
Dio che nel primo capitolo della Genesi crea dal nulla:
Dio disse: Sia la luce. E la luce fu.(Gn 1,3) e
che ritroviamo nel salmo 33: Egli parla e tutto è
fatto, comanda e tutto esiste.
E’ dunque un insegnamento nuovo non
tanto perché è qualcosa di inedito o sorprendente, ma
perché, come in uso nel linguaggio biblico, richiama una
realtà perfetta, compiuta, definitiva. Pensiamo al vino
nuovo, al comandamento nuovo che troviamo appunto nel
nuovo testamento.
In queste poche righe del brano di
Marco per ben quattro volte ricorre la parola insegnare:
Gesù insegnava ( v21 )
Erano stupiti del suo
insegnamento ( v22)
Insegnava loro come uno che
ha autorità (v22)
Un insegnamento nuovo (v27)
Tradotto dal verbo greco
didasκω
(didasco da cui
didachè, che è il testo scritto
del primo insegnamento degli apostoli), il verbo
insegnare in Marco è riservato solo a Gesù perché Egli è
l’unico Maestro e noi siamo tutti discepoli.
Vediamo il testo del Vangelo più da
vicino.
Gesù di trova a Cafarnao che sarà
il centro della sua attività in Galilea e si dice che
entra nella Sinagoga nel giorno di sabato. Se leggiamo
il brano di Luca 4, 16 notiamo che Gesù entra
secondo il suo solito, la sua consuetudine nella
sinagoga, compie dunque un’azione ordinaria per
inaugurare però un tempo straordinario attraverso la
sua presenza. Marco ci dice, che è sabato, il giorno del
riposo per il popolo ebreo, dedicato all’ascolto della
Legge e alla sua spiegazione, e Gesù operando in questo
giorno, in cui si viveva “da sempre” questa prassi
liturgica il miracolo della liberazione da uno spirito
impuro, vuole inaugurare il sabato definitivo in cui
tutta la creazione raggiunge il fine per cui è stata
pensata da Dio stesso, cioè una comunione profonda con
Lui.
Nella sinagoga Gesù insegnava
come uno che ha autorità….la parola greca che
traduce autorità è
exousia (exusia), cioè potere ed è riservata solo a Dio, solo Dio
infatti fa quello che dice come dicevamo della
creazione.
Durante questa riunione sinagogale
in cui Gesù insegna, uno spirito impuro esce allo
scoperto e grida a Gesù: Che vuoi da noi….sei
venuto a rovinarci?
Gesù è la Verità come ci dice
l’evangelista Giovanni e quando parla spesso inizia
così: In verità in verità vi dico; il demonio che è
definito, sempre da Giovanni, “padre della menzogna” non
può che uscire allo scoperto per difendersi, sentendosi
attaccato, come stanato.
Marco vuole così evidenziare la
portata dell’insegnamento di Gesù. Nella sua parola,
nella sua persona, il cielo, la santità, la verità
irrompono e l’inferno, il male, la menzogna vengono
attaccati e distrutti. Lo spirito impuro riconosce
infatti la santità di Gesù: Io so chi tu sei: il
Santo di Dio.
Gesù sembra rispondere con un altro
grido che è un imperativo: Taci! Esci da lui!
La letteratura rabbinica parla degli esorcismi del
tempo che avevano formule lunghe, strane e complicate.
Ed ecco invece l’autorità, il
potere di Dio all’opera in Gesù con un solo comando.
Possiamo accostare a questo
imperativo pronunciato da Gesù l’altro che chiama alla
sequela: Seguimi , cosi comprendiamo che
la Parola di Gesù che ha il potere di chiamarci a
seguirlo, ha lo stesso potere di sconfiggere lo spirito
del male che è in noi e che ci impedisce di camminare
dietro a Lui, che ci fa mettere ostacoli.
Anche noi potremmo dire : che c’è
tra me e Te Signore? Sei venuto a rovinare i miei
progetti? il mio modo di vivere? ……….
Gesù è la parola potente di Dio che
come ha creato il mondo e dirige la storia, così entra
nel nostro cuore e nella nostra vita per illuminarla. E’
la parola di verità che restituisce l’uomo a se stesso
secondo il progetto di Dio, liberandolo dal male e
facendolo libero per il bene, capace di amare come è
amato.
Ll
Le
lectio sulle letture delle domeniche precedenti si possono
trovare
nell'archivio
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